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Reykjaböð Hot Springs
Un percorso termale ispirato ai contrasti naturali dell’Islanda
Alcuni progetti wellness nascono dall’architettura. Altri da un insieme di spazi e servizi. Reykjaböð Hot Springs nasce prima di tutto da un luogo.
Il progetto trae ispirazione da uno degli aspetti più caratteristici dell’Islanda: il contrasto. Il calore geotermico, l’aria fredda, i paesaggi aperti, l’acqua, la pietra, la nebbia e la neve definiscono l’atmosfera della destinazione. Il concept non cerca di attenuare questi elementi, ma li trasforma nella base di un’esperienza costruita secondo una sequenza precisa.
Per la spa consultant Katherine Connolly, l’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: Reykjaböð non doveva sembrare una spa inserita in un paesaggio suggestivo, ma un’esperienza nata da quel paesaggio.
“Fin dall’inizio volevo che Reykjaböð fosse un luogo protetto e rigenerante, ma allo stesso tempo un luogo che avrebbe potuto esistere solo in Islanda. Non una spa semplicemente collocata in un bellissimo paesaggio, ma un’esperienza che si percepisce come parte di quel paesaggio dal momento in cui si arriva.”
Progettare attraverso i contrasti naturali
La struttura è stata concepita come un percorso tra temperature, atmosfere e rituali differenti. La laguna apre l’esperienza verso la natura circostante, mentre gli spazi interni creano una sequenza più intima fatta di calore, freschezza, vapore, profumi, suoni, neve e riposo.
“L’Islanda offre una delle espressioni più evidenti del contrasto naturale che abbia mai incontrato”, spiega Connolly. “Il calore che emerge dal terreno, l’aria fredda sulla pelle, gli spazi aperti, l’acqua, la pietra, la nebbia e la neve creano un dialogo continuo tra delicatezza e forza. È proprio questa la logica emotiva e sensoriale su cui si basa il progetto.”
«La SNOWROOM non è stata inserita come una semplice novità, ma come parte integrante dell’intera esperienza wellness.»
— Katherine Connolly
Perché la neve è diventata parte del percorso
All’interno di questo concept, la neve è stata integrata fin dalle prime fasi della progettazione. Non come attrazione visiva, ma come elemento naturale del percorso termale: un modo autentico di rappresentare il freddo e il legame con il territorio.
Per portare questa esperienza all’interno della struttura è stata integrata una SNOWROOM di TechnoAlpin Indoor, un ambiente con neve reale e condizioni controllate che rende il raffreddamento naturale accessibile all’interno del percorso wellness.
“La SNOWROOM non è stata inserita come una novità fine a sé stessa. Ha completato la narrazione termale”, afferma Connolly. “Dopo il calore, il vapore o la piscina alle erbe, entrare in uno spazio fresco e ricoperto di neve cambia completamente l’atmosfera. Il corpo lo percepisce immediatamente, ma anche l’immaginazione.”
Per Connolly, la neve propone un approccio diverso al raffreddamento. Rispetto a un’immersione in acqua ghiacciata, consente agli ospiti di avvicinarsi al freddo gradualmente e secondo il proprio ritmo.
“La neve è un’espressione del freddo più lenta e tattile. Ed è proprio questo a renderla così speciale.”
Un approccio più accessibile al freddo
La neve diventa così una parte importante dell’esperienza degli ospiti. Crea contrasto senza risultare estrema. Permette di vivere il freddo in modo immersivo, memorabile e accessibile — una qualità che riflette l’evoluzione del wellness contemporaneo.
“Nel segmento alto, un design di qualità è ormai dato per scontato”, osserva Connolly. “Ciò che distingue davvero una destinazione è la capacità di offrire un’esperienza radicata nel luogo, coerente e capace di lasciare un ricordo.”
Quando un elemento diventa un’esperienza
Reykjaböð interpreta questa evoluzione attraverso un concept suggestivo e attentamente studiato. L’esperienza non dipende da singoli elementi spettacolari, ma dal modo in cui ogni momento conduce naturalmente al successivo. Calore, freddo, silenzio, profumi, neve e riposo contribuiscono a creare un percorso profondamente connesso con il luogo.
A Reykjaböð, il contrasto non viene utilizzato soltanto per creare un effetto. Diventa un invito a rallentare, ad affinare la percezione e a entrare in relazione con l’ambiente circostante.
Come sintetizza Connolly:
“È in quel momento che un elemento acquista davvero significato: quando non viene semplicemente notato, ma vissuto.”


